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La provincia di Lecce si estende lungo
l'intero tacco della penisola, presentando paesaggi tra i più
disparati: dalle aride e incolte piane, alle distese degli ulivi
secolari e le più fertili zone coltivate sapientemente da
generazioni di contadini. |

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Suggestivi e incantevoli panorami prendono
vita dall'incontro tra il limpido mare e le variegate coste fatte di bassi
arenili e più o meno alti costoni rocciosi.
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Le continue dominazioni subite nel
corso dei secoli rendono questa terra ricca di attrazioni artistiche
e di folclore immediatamente percepibile nelle numerose feste
patronali e sagre che, soprattutto nei caldi mesi estivi,
caratterizzano ogni luogo. |
In esse l'antico si intreccia con il moderno
e il sacro con il profano evidente nelle affascinanti e misteriose
tarantate, che rimandando alla tradizione mitologica greca.
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Esse rappresentano un antico esorcismo
popolare simboleggiato oggi da una danza frenetica al ritmo dei
tamburelli.
I colori, l'arte, il mare, il folclore, i sapori e l'ospitalità
portano un sempre maggiore numero di visitatori italiani e stranieri
in questa nobile e antica terra. |

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LE TRADIZIONI SALENTINE:
la pizzica
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La danza, come la musica, è un
linguaggio comune a tutti i popoli della Terra. E' una forma
d'arte e allo stesso tempo, una manifestazione degli intimi
sentimenti umani, che ha accompagnato l'uomo dai tempi più
antichi ai nostri giorni. Negli ultimi anni si sta
assistendo ad un recupero delle danze etniche, danze che possono
essere eseguite da soli uomini (danze rituali, guerresche o
propiziatorie per la caccia) o da sole donne (danze rituali o
interpretative di avvenimenti quotidiani) oppure da uomini e
donne (danze di corteggiamento, danze rituali, magico-religiose,
propiziatorie per l'agricoltura). In particolare le danze legate
alle impronte ritmiche salentine sono due: la "pizzica-pizzica"
che è una danza di corteggiamento, e la "danza scherma" o "danza
delle spade.
LA DANZA SCHERMA O DANZA DELLE SPADE
La danza scherma salentina è un genere di danza che con ogni
probabilità risale ad epoche lontane. La si può osservare dal
tramonto del 15 Agosto all’alba del 16 Agosto nello spazio
antistante il Santuario di San Rocco in Torrepaduli in occasione
della festa in onore del Santo. Il ballo è costituito da un
complesso rituale accompagnato dal suono di armoniche a bocca e
degli immancabili tamburelli. I movimenti mimano un
combattimento con i coltelli, (si narra che un tempo, venissero
veramente utilizzati), simbolicamente sostituiti dall’uso di una
forte gestualità delle mani (la punta dell’indice e del medio
protese) e attraverso ampie movenze delle braccia. Quindi i
danzatori si “sfidano” in una sorta di duello rusticano. Lo
scopo della danza è cercare di colpire (è più uno sfiorare in
verità) l’avversario, e ogni gesto, simula i movimenti tipici
della lotta con i coltelli, seguendo fasi fisse del
combattimento: provocazione, attacco, difesa, finte, colpi
proibiti. Altre regole del combattimento sono: non voltare mai
la schiena all’altro, essere sempre vigili e tenere bene le
distanze. Sono coinvolti solo due ballerini che, vengono
sostituiti uno per volta da qualcuno del pubblico. Il pubblico,
costituito generalmente da turisti, curiosi o devoti, fa cerchio
intorno ai suonatori e ai ballerini, formando le cosiddette
ronde e “accompagnando” la musica, battendo vivacemente le mani,
canticchiando e ridendo.
gruppi di musica popolare salentina:
ARIAFRISCA -
LU RUSCIU NOSCIU |
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IL TARANTISMO
C'era una volta... Oppure, forse c'è ancora? A noi tutti il
beneficio del dubbio!
Tuttavia in uno scenario che anticamente noi abbiamo denominato
Apulia e che i più antichi dei nostri greci chiamavano Magna
Grecia, proprio in questo luogo, bruciato dal calore del sole,
in cui gli abitanti sono costretti a respirare l'aria che sembra
quasi uscire da una fucina ardente, nasce la Taranta (animaletto
molto ostile al freddo).
Nelle feconde distese di campi coltivati trovano "pane per i
loro denti" questi piccoli ragni disturbati dal lavoro
incessante dei mietitori, dei tabachicoltori,.... Dopo il morso,
la parte lesa viene circoscritta da un livido e si accusa un
dolore veementissimo, tutto ciò accompagnato da alterazione
dello stato psico-fisico e dello stato di coscienza (trance)
dell' uomo morso:si avvertono una grande angoscia nel cuore,
difficoltà respiratorie, dolore alle ossa,difficoltà motorie,
inappetenza, nausea, convulsioni; se i suddetti in questione
sono chiamati a dare delle informazioni circa il dolore che
provano e su che parte è localizzato,loro accennano la regione
che circoscrive il cuore: tale angoscia viene ancor più
accentuata se le persone circostanti hanno dei vestiti dai
colori simili a quelli dai quali, coloro che sono morsi dalla
tarantola, sono allettati:rosso, verde, ceruleo. |
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